Spinoza

Un blog serissimo.

R.I.P. orto [parte II]

Dopo la vittoria di Trump borse in ribasso. Bene solo il mercato del plutonio.

Gli americani si meravigliano che sia stato eletto Trump. Gli italiani si meravigliano che Trump sia stato eletto.

A New York migliaia di persone marciano contro Trump. Ma così non funziona, dovete fare i girotondi!

Il Ku Klux Klan annuncia una manifestazione per festeggiare Trump. E vorrebbero invitare anche Obama.

(Il problema non è tanto la festa del Ku Klux Klan. È la grigliata finale che mi lascia perplesso)

Obama telefona a Trump. “Ti ho appena cagato sulla scrivania“.

Le prime parole di Trump presidente: “A cosa serve questo pulsante?”

Come presidente Trump percepirà uno stipendio di un dollaro. O almeno è quello che dichiarerà.

Trump: “I dimenticati di questo paese da oggi non lo saranno più”. Finalmente vengono a riprendersi Wendy Windham.

(Solo io sto pensando alla quantità di smorfie ridicole di una prossima conferenza stampa Trump-Renzi?)

Trump nomina un nazionalista antisemita con idee xenofobe. Farà la parte del poliziotto buono.

Trump: “Ci libereremo di tre milioni di irregolari”. Sa che la polemica scatta a sei.

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Havana libera tutti

È scomparso Fidel Castro. Alla fine è riuscito a ottenere il visto.

Alla lista delle vittime del 2016 si aggiunge Fidel Castro. Stava canticchiando sotto la doccia.

(Cassius Clay e Fidel Castro muoiono nello stesso anno. Controllerei l’alibi di Gianni Minà)

Fidel Castro è morto nel suo letto a novant’anni. Un grande successo del reparto omeopatia della Cia.

Con la morte di Fidel Castro si chiude un’era lunghissima. Quella delle morti di Fidel Castro.

L’annuncio della scomparsa di Fidel Castro è stato dato in tv dal fratello. E ora scusate, ci chiede la linea Paolo Berlusconi.

Fidel Castro guidò la rivoluzione dei “barbudos”. Non ha retto all’avvento dei risvoltini.

Molti italiani celebrano la figura di Fidel Castro. Sono gli stessi che voteranno No temendo una deriva autoritaria.

(Mettiamola così: è morto il mio dittatore preferito)

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Fronte del Po

Ferrara, barricate contro donne e bambini migranti. Ed è subito Natale.

A Gorino i residenti hanno bloccato la strada per impedire l’arrivo dei profughi. E difendere le proprie radici cristiane.

(Questa storia dei migranti a Gorino mi ha sconvolto. Davvero in quel paesino ci sono alberghi a cinque stelle?)

Gli abitanti di Gorino hanno negato ospitalità a una profuga incinta. Poi tutti a fare il presepe.

“Una donna aspetta un bambino? Non ce ne frega un cazzo”. Avvisate la Lorenzin che le abbiamo trovato i nuovi creativi.

I profughi hanno attraversato il mare e il deserto. Ma davanti alla merda si sono dovuti fermare.

Gli abitanti di Gorino: “Abbiamo già i nostri problemi”. E si vedono tutti.

I bambini di Gorino non sono andati a scuola. Pare sia una tradizione.

Alcuni bimbi hanno saltato la scuola per aiutare i genitori a costruire le barricate. Mai fu più appropriata la giustificazione per “problemi familiari”.

Gli abitanti di Gorino respingono le accuse di razzismo. Pure quelle?

(Bisognerebbe sforzarsi di comprendere e accogliere chi viene da luoghi remoti, svantaggiati e culturalmente arretrati. Gli abitanti di Gorino, dico)

Durante la costruzione del blocco stradale gli uomini di Gorino grigliavano carne. Avevano appena scoperto il fuoco.

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