Spinoza

Un blog serissimo.

Paolo Gentiloni

(Roma, 1954)

Discendente di una nobile famiglia marchigiana – anche se da alcuni giorni parla con un fastidioso accento fiorentino – il suo anno di nascita coincide con l’inizio delle trasmissioni Rai: per nostalgia, da allora vede tutto in bianco e nero. Appassionato di calcio fin da piccolo, ma non particolarmente dotato tecnicamente, nelle partite con gli amichetti veniva scelto solo quando non c’erano più alternative, caratteristica che manterrà anche nel corso della sua carriera politica.

Affascinato dai movimenti studenteschi, a sedici anni smette di pettinarsi e scappa di casa desideroso di ribellarsi al sistema, alla classe dominante e al pasticcio di fagiano troppo cotto, quindi aderisce alla sinistra extra-parlamentare (sì, all’epoca era necessario specificarlo). Continua a leggere »

Nuovi partigiani


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Stalk show

Referendum, affluenza record degli italiani all’estero. Vogliono farcela pagare.

Matteo Renzi si rivolge agli elettori: “Leggete il quesito referendario”. Già a “leggete” la sua popolarità è crollata.

Renzi: “È importante sapere che non si vota su di me”. E quando mai lo abbiamo fatto?

Grillo invita i suoi a votare con la pancia. Che se iniziano a usare la testa è pericoloso.

Maria Elena Boschi: “Non si voti per simpatia o antipatia”. È importante anche la bellezza.

Grillo: “Questo referendum ha spaccato il Paese”. E non solo.

Renzi mostra il fac-simile della scheda per il Senato. Ha già i cazzetti.

Il premier: “Non possiamo tenere fermo il Paese”. Ah no, questo era il discorso per Amatrice.

L’Associazione Partigiani si schiera per il No. Forse hanno nostalgia delle montagne.

Maria Elena Boschi: “I partigiani veri stanno con noi”. Gli altri sono partigiani froci.

Corteo per il No a Roma, Grillo inciampa e cade in una buca. GUARDATE COME LA ASFALTA IN 3 MINUTI!

Mattarella convoca Renzi per chiedergli di abbassare i toni. “Io non ci capisco niente di telefonini”.

Renzi: “Se passa la riforma un politico su tre va a casa”. Ecco, altri disoccupati in giro a non fare un cazzo.

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