Spinoza

Un blog serissimo.

Il lungo addio [parte terza]

[qui la prima parte]
[qui la seconda parte]

Renzi elenca i successi del governo. “Sarò breve”.

La conferenza stampa di fine anno di Renzi al centro del dibattito politico. “Per il capricorno che ha detto?”

Renzi: “Mi sento come Al Pacino”. Grande attore, mediocre regista.

Il premier: “Quest’anno i reati sono calati del 7,7%”. Ma dal 2015 tornano gli incentivi.

Renzi: “La parola del 2015 è ritmo”. Un licenziamento ogni due minuti.

Renzi: “Sul Quirinale niente ping-pong”. Allora ritiro la mia candidatura.

Berlusconi potrebbe non opporre veti al candidato del Pd. Alla sua età gli sforzi inutili vanno evitati.

“Potrei non opporre veti a un presidente del Pd”, ha detto Berlusconi iscrivendosi al Pd.

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Il lungo addio [parte seconda]

Il governo vara il Jobs Act la vigilia di Natale. È la versione italiana di Una poltrona per due.

Abolito l’articolo 18. Me ne sono accorto dalla folla di imprenditori che mi insegue per offrirmi un lavoro.

Berlusconi: “Renzi usa le mie ricette”. E grazie, sta sempre a mangiare a casa tua.

(Renzi è proprio un leader triste: realizza il programma di Berlusconi scopando quanto Bersani)

“È dittatura alla vaselina” ha detto Grillo svelando l’ingrediente segreto.

Fumata nera per il presidente greco. Ah, era sul traghetto?

Il Papa: “Prego per i passeggeri della nave in fiamme e per quelli dell’aereo malese”. Insomma una domenica di superlavoro.

Cinque le vittime accertate. Hanno mandato un selfie a Repubblica.

Sembra che il traghetto italiano non fosse in regola con le dotazioni di sicurezza. Sul cruscotto risultava mancante la calamita “Padre Pio proteggimi”.

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Il lungo addio [parte prima]

Napolitano medita di abbandonare. È il metodo Schettino.

Secondo indiscrezioni, Napolitano lascerà a fine anno. O forse ha di nuovo bisogno di coccole.

Napolitano potrebbe dimettersi a inizio 2015. Sta valutando altre offerte.

Per la successione si fa il nome di Mario Draghi. Ma non vedo perché dovrebbe preferire il Quirinale al trono imperiale.

Berlusconi: “Nessuno di sinistra al Colle”. Lo ha promesso a Renzi.

Napolitano: “Non ce la faccio più” . È davvero il presidente degli italiani.

“Farò il bilancio di questa fase straordinaria, poi deciderò” ha dichiarato Napolitano chiudendosi in bagno con il giornale.

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