Camera cafè
Parlamento, stop ai pianisti. In effetti un concerto di Allevi basta e avanza.
Da domani alla Camera si voterà con una nuova procedura: andandoci.
Berlusconi ha già depositato le impronte. Tutte e 11.
(Sconcerto dopo una prima verifica: erano quelle di Previti)
Improvvisi progressi delle indagini sul citofonatore notturno che molesta la Boccassini.
Istituita la ricreazione per i parlamentari: sessanta minuti per il caffè. Lo prendono lungo.
(Per Berlusconi impronte digitali e ora d’aria. Forse ci siamo)
Presidenza Rai, il premier sfida l’opposizione: “La sinistra dica un nome”. Poi lui dirà se hanno indovinato.
Ma il Pd non si fa cogliere alla sprovvista: subito formalizzato l’accordo sulla candidatura della Pimpa.
Stupro della Caffarella: il dna non collabora.
Pare che i due sospettati abbiano un alibi di ferro. Stavano stuprando qualcun altro.
Ma gli investigatori insistono: “Gli indizi reggono. E noi meniamo”.
Intanto i carabinieri proseguono le ricerche in Romania. Pare che lì sia pieno di rumeni.
Censura su Facebook: rimosso l’account di un giornalista antimafia. Non piaceva agli amici degli amici.
In realtà si trattava di un bug: l’uomo era semplicemente arrivato ultimo nella corsa degli animaletti.
Roma, sacerdote americano sorpreso con un transessuale. Il religioso si difende: “Gli avevo solo chiesto un’indicazione”. Per l’asilo più vicino.
(Il Papa chiede più rispetto per le donne e subito i preti cominciano ad andare coi trans. Ecco un esempio di leader che sa farsi rispettare)

