Spinoza

Un blog serissimo.

Donne in cerca di guai

Erba, la parola alla difesa: Olindo fu indotto a confessare con la promessa di togliergli una multa.

In Abruzzo il Pdl promette colloqui di lavoro in cambio di voti. La mafia contrattacca: “È concorrenza sleale”

(pronto anche il piano in caso di sconfitta: un messaggio registrato con la frase Le faremo sapere)

Legge finanziaria: Berlusconi incontra le parti sociali e si dichiara disponibile ad ascoltare tutti. Purché non si parli di soldi.

Potenza: nostalgici offrono 1500 euro a chi battezzerà il proprio figlio Benito o Rachele. Soltanto 50 euro per il nome Mara, ma in compenso basterà portarlo per una ventina di minuti.

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Il manifesto con una ragazza in croce è stato censurato dal comune di Milano. Approvato invece lo slogan “Portate pazienza fino a domani”.

28 commenti a “Donne in cerca di guai”

1 • spinizza25 novembre 2008 alle 11.24

Cosa?! E tutti i cartelloni pubblicitari con nudi di cui Milano è imbottito?!?!? Ma stiamo scherzando?!

Non era per il nudo, immagino, ma la croce. E’ che siam gente semplice, noialtri stolti: la tetta indica la croce, e noi guardiamo la tetta.

5 • fatacarabina25 novembre 2008 alle 11.53

I 1500 euro a chi chiama il figlio Benito mi pare rientri nella manovra del governo salva redditi delle famiglie…

che benito e rachele siano nomi belli come tutti gli altri e la scelta sia casuale, come ha detto mancusi, mi sembra la cosa più divertente.
vorrà dire che ora che debbo rifarmi la carta d’identità e la patente mi fotografo il culo anch’io.

ma a proposito di campagne contro la violenza, l’avete visto sto capolavoro firmato Sgarbi Toscani?

http://www.youmark.it/article/12791/Oliviero-Toscani-dolcemente-non-violento-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-campagna-pubblicità-youmark#

9 • fatacarabina25 novembre 2008 alle 13.00

Questa storia non è nuova, mio padre lo chiamarono Benito nella prima era fascista d’Italia per avere, se non sbaglio, una lira in più. Sono cose che producono danni.
Mio padre ora si fa chiamare Carlo e a chi lo chiama con il vero nome, gli sputa addosso….sono dolori eh…

Idee e metodi d’altri tempi, vedo. Libro e moschetto eccetera.

(per inciso, io lo renderei reato, offrire danaro per chiamare un figlio in una certa maniera, speculando sui poveracci per far propaganda)

Per me è giusto parlare della violenza sulle donne. Io per esempio me ne vanto parecchio. E poi, ammettiamolo, andava a finire che si sentivano meno dei bambini.

15 • digito25 novembre 2008 alle 15.04

per carità, mai violenza sulle donne. ora, però, qualcuno deve convincermi che la carfagna rientri di diritto nella categoria…

Chiagia, cito a memoria la tua mail di stamane: “Bisogna sempre denunciare le molestie, o quantomeno chiedere un’adeguata contropartita”

tutte ottime oggi

ma la violenza sulle donne… in croce è poco se si pensa che è nella famiglia dove si “intanano” le violenze piu’ lunghe ed efferate…

poi il divertimento sta nel fatto che giustificano la cosa perchè la regione si sta spopolando. Cioè se nasce un Sandro è un bambino che non ripopola.

ma pdl e mafia non erano una join-venture? E’ finta concorrenza la loro mi sa. Per la ragazza sulla croce potevano fare la contromossa. ok allora se non ci fate mettere la ragazza in croce noi ci piazziamo dei poster della Binetti Nuda, che in ogni caso toglierebbe la voglia a qualsiasi pervertito

La condanna per la strage di Erba era un copione già scritto.
Olindo ha provato a improvvisare, imitando Maurizio Milani, ma il giudice non ha apprezzato la finezza.
Per l’appello, Pacia ha consigliato al suo cliente di prepararsi sui personaggi di Albanese.

grandi domande sulla storia:
ma palmiro, doveva proprio fermarci così presto? non ci poteva lasciare altri 6 mesi?
ma il papa non poteva restarsene ad avignone, così la rivoluzione francese dava un taglio alle intromissioni politiche della chiesa?

[...] have to put on the red light stai tutto sommato bene e pensi ai fatti tuoi. Poi qualcuno dice erba, la parola alla difesa: Olindo fu indotto a confessare con la promessa di togliergli una multa we are governed by it. We never seem to have enough of it dato che la passione, l’integrità e [...]

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