Spinoza

Un blog serissimo.

Notti di luglio

La mia città è di quelle che sembrano disabitate, vista la gente gente che circola di sera.

Di giorno, no: le strade sono sempre intasate, le auto sono sempre incazzate.
E di sabato e di saldi no, il centro pullula, le famiglie col gelato sciamano.

Ma la sera: la sera, i ragazzi vanno nei locali, le famiglie si chiudono in casa, le strade sono vuote.
Giusto gli ecuadoriani, da qualche tempo a questa parte, e i colombiani e i peruviani, da quando hanno cominciato ad arrivare in massa, si vedono in giro: girano anche loro, si incontrano, escono per il gusto di uscire e di incontrarsi.
Si siedono per terra o nelle aiuole – e chiacchierano.

Ieri sera, invece.

Ieri sera c’era più traffico che nei giorni di punta.
Ed era così congestionato, il traffico, che tutti strombazzavano col clacson e si sporgevano dai finestrini ad imprecare.

Ho fatto i miei due passi notturni, ho visto due tizi che si erano tamponati.
Stavano compilando la constatazione amichevole, e la tipa di uno dei due diceva oh ma quanto è lunga sta cosa?

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